Una mattinata di alto profilo culturale, densa di riflessioni e stimoli intellettuali, ha coinvolto studenti, docenti e ospiti presso l’aula magna dell’istituto tecnico “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Partinico, dove si è svolto il convegno dal titolo “Federico II e le tombe reali palermitane: cultura, storia e pensiero critico”.
Un appuntamento che ha saputo coniugare divulgazione storica, ricerca accademica e formazione civica, confermando ancora una volta il ruolo della scuola come luogo privilegiato di confronto e crescita. L’iniziativa, organizzata dal Rotary Club Palermo Montepellegrino e dal Rotaract Club Palermo Montepellegrino, con la partecipazione dei rispettivi presidenti, ha rappresentato un’importante occasione per avvicinare le nuove generazioni alla complessità della storia, superando letture semplificate e stimolando un approccio più consapevole e critico al passato.
“Educare significa anche insegnare a interrogarsi,” ha affermato, “perché solo chi sviluppa spirito critico può affrontare con maturità le sfide del presente.” Il suo intervento si è concluso con un invito rivolto agli studenti: vivere la scuola non come un obbligo, ma come uno spazio di libertà intellettuale in cui costruire il proprio futuro. A seguire è intervenuto il prof Pierluigi Basile, coordinatore del Dipartimento di Lettere, che ha offerto una riflessione ampia sul ruolo della scuola della Repubblica. Secondo Basile, l’istituzione scolastica ha il compito fondamentale di formare cittadini consapevoli, guidati dal rispetto delle regole e dal valore del merito. Tuttavia, educare non significa soltanto fornire strumenti cognitivi: significa soprattutto contribuire alla formazione della persona. Ha ricordato come le discipline umanistiche — e la letteratura in particolare — rappresentino uno spazio privilegiato per sviluppare capacità interpretative, sensibilità critica e consapevolezza della complessità del reale.
Leggere, scrivere, confrontarsi con la poesia e con i grandi testi del passato permette agli studenti di dare forma ai propri pensieri e di comprendere meglio il mondo che li circonda. Il docente prof Basile ha illustrato i percorsi culturali promossi dall’istituto negli ultimi anni, sottolineando l’impegno costante nel coltivare la passione per la scrittura e per l’analisi critica. “La scuola,” ha spiegato, “deve aiutare i giovani a diventare persone capaci di affrontare la realtà, non semplici destinatari di contenuti.” Ha infine ribadito che il sapere diventa davvero significativo solo quando si traduce in partecipazione attiva alla vita sociale. Il prof Antonio Fundarò ha avuto il compito di introdurre il cuore del convegno, presentando gli autori del volume e tracciando il perimetro tematico dell’incontro. Fundarò ha evidenziato come la storia non sia mai un racconto definitivo, ma un campo aperto alla ricerca e alla revisione critica. Proprio per questo, ha sottolineato l’importanza di confrontarsi con studi capaci di mettere in discussione interpretazioni consolidate. Ha invitato gli studenti ad avvicinarsi alla storia con curiosità e metodo, ricordando che ogni generazione è chiamata a rileggere il passato alla luce di nuove domande. “La conoscenza,” ha affermato, “non nasce dall’accettazione passiva, ma dal dubbio e dalla ricerca.” A portare i saluti istituzionali sono stati la dottoressa Freda Liotta, presidente del Rotary Club Palermo Montepellegrino, e il dottore Marco Raneri, presidente del Rotaract Club Palermo Montepellegrino. Liotta ha sottolineato l’impegno del Rotary nel promuovere iniziative culturali rivolte ai giovani, convinta che investire nella formazione significhi contribuire allo sviluppo della società. Ha ricordato come la cultura rappresenti uno strumento fondamentale di libertà, capace di aprire orizzonti e rafforzare il senso civico. Raneri ha invece posto l’accento sull’importanza del dialogo tra generazioni, evidenziando come momenti di incontro tra scuola e mondo accademico possano accendere nuove passioni. Entrambi hanno ringraziato l’istituto per l’accoglienza e gli studenti per l’attenzione dimostrata. Lo storico e saggista Pasquale Hamel ha guidato il pubblico in una riflessione articolata sulla figura di Federico II, invitando a superare visioni mitizzanti. Negli ultimi anni — ha spiegato — la storiografia ha avviato un processo di rilettura critica dell’imperatore, spesso rappresentato come simbolo di modernità e tolleranza. Se si guarda però alla realtà siciliana, il quadro appare più complesso. Hamel ha ricordato come, durante l’età normanna, la Sicilia fosse il cuore pulsante del Mediterraneo, mentre sotto Federico II l’isola assunse progressivamente un ruolo più periferico all’interno dell’impero. Ciò non ridimensiona la grandezza storica del sovrano, ma invita a collocarlo nel suo tempo, con i limiti propri dell’uomo medievale.
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Federico II e le tombe reali palermitane al centro del convegno dell’istituto Dalla Chiesa di Partinico
https://www.palermotoday.it/cronaca/rotary-federico-tombe-reali.html
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