Nel panorama dell’istruzione tecnica italiana, che oggi è chiamata a reinventarsi come motore di innovazione e luogo di produzione culturale, esistono realtà capaci non solo di rispondere alla sfida, ma di anticiparla. Una di queste è l’Istituto Tecnico “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Partinico, istituzione che da anni si distingue per una visione avanzata, per un approccio laboratoriale autentico e per una crescita continua nella qualità e nell’ambizione dei propri perco
Tra i progetti più significativi, e destinati a lasciare un’impronta duratura nel dibattito nazionale sulla didattica scientifica, emerge GREEN-OFFI-ASEPSI. Non un semplice lavoro scolastico, ma un percorso triennale di ricerca applicata che integra botanica, idroponica, chimica degli estratti vegetali e microbiologia in un’unica architettura sperimentale. È un progetto rigoroso, strutturato secondo protocolli scientifici, dotato di una visione chiara: dimostrare che anche una scuola può generare conoscenza nuova, utile e replicabile.
Il progetto nasce da un’idea del prof. Tanino Santangelo, accolta con entusiasmo dal Dipartimento e fortemente sostenuta dalla prof.ssa Ivonne Riggio, che nella sua lettera alla Dirigente aveva sottolineato la necessità di proposte capaci di “mettere gli studenti al centro” e di offrire loro “opportunità concrete di apprendimento e sperimentazione scientifica”. Una visione che ha trovato immediata sintonia con la Dirigenza.
Questo articolo entra nel cuore del progetto, ne analizza il valore, mostra come la sua replicabilità possa trasformarlo in un modello nazionale e racconta la rivoluzione silenziosa che il “Dalla Chiesa” sta portando avanti attraverso la forza della ricerca.
Un progetto che diventa un manifesto di eccellenza
GREEN-OFFI-ASEPSI (il cui Comitato di progetto è costituito dai professori Gioacchino Salvia, Ivonne Riggio, Tanino Santangelo) è strutturato in quattro fasi principali:
- GREEN: radicazione e crescita idroponica delle piante officinali.
- OFFI: estrazione e purificazione degli oli essenziali.
- ASEPSI: test microbiologici su batteri patogeni.
- Divulgazione: analisi statistica, discussione dei risultati e pubblicazione scientifica.
A lungo, nella scuola italiana, la parola “progetto” è stata sinonimo di attività integrativa. Qui assume un altro significato: diventa ricerca scientifica formalizzata, con ripetizioni, campioni, controlli, misurazioni, protocolli, tabelle, raccolta dati, variabili, replicabilità. Una struttura che ricalca i modelli universitari e dei centri di analisi professionali.
Il Dirigente Nasca lo esprime chiaramente: «I nostri studenti lavorano con il metodo della ricerca scientifica. È una responsabilità e un orgoglio per tutta la comunità scolastica».
A ricordarlo è un celebre pensiero di Isaac Newton: «Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle dei giganti». Nulla, più di questa affermazione, descrive l’essenza di una scuola che forma, sostiene e accompagna.
La Fase GREEN: radici, idroponica e scienza della crescita
La prima fase del progetto è coordinata dai professori Gioacchino Salvia, Chiara Di Stefano e Vincenzo Caradonna, e rappresenta il punto di partenza per l’intero impianto metodologico. È un lavoro che intreccia botanica, fisiologia vegetale, tecnologia idroponica e analisi sperimentale.
Gli studenti sono coinvolti in un processo che parte dalla raccolta delle talee delle piante officinali di origine mediterranea, tutte già coltivate nell’ambito del progetto EDUGREEN. Le piante scelte non sono un dettaglio ornamentale. Timo, rosmarino, lavanda, salvia e origano sono specie che raccontano la storia botanica del Mediterraneo, ma anche la tradizione curativa e aromatica della Sicilia.
- quantità di biomassa fresca prodotta
- qualità della radicazione
- tempi di crescita
- risposta ai nutrienti e alla luce
- resistenza agli stress
La progettazione sperimentale prevede 4 specie, 2 tipologie di crescita e 3 ripetizioni per ogni combinazione, per un totale di 24 tesi destinate alla fase successiva.
Gli studenti imparano a maneggiare dati, registrare misurazioni, confrontare parametri, gestire variabili. Una competenza decisiva per ogni figura tecnica e scientifica.
La prof.ssa Ivonne Riggio ricorda che proprio questa fase era essenziale per realizzare l’obiettivo espresso nella sua lettera: «La nostra missione è valorizzare le competenze dei nostri studenti, dando loro un terreno reale per sperimentare. GREEN-OFFI-ASEPSI nasce esattamente da questa visione».
La Fase OFFI: la chimica come ponte tra natura e laboratorio
La seconda fase è guidata da Ivonne Riggio e Giusy Maltese e avviene nel laboratorio di chimica dell’istituto. Qui gli studenti del triennio affrontano la parte più tecnica della trasformazione della biomassa vegetale: l’estrazione degli oli essenziali.
- volatilità delle sostanze aromatiche
- purificazione e separazione delle frazioni
- conservazione di composti sensibili
- valutazione delle concentrazioni di estratto
Gli studenti non osservano soltanto: operano, misurano, trasferiscono, monitorano, annotano. È lo spirito della scuola-laboratorio.
La prof.ssa Giusy Maltese, protagonista attiva di questa fase, evidenzia l’aspetto professionalizzante: «Gli studenti scoprono che dietro un olio essenziale non c’è solo un profumo, ma un processo scientifico rigoroso. È il momento in cui capiscono cosa significa davvero fare chimica».
Durante il processo vengono preparati anche i dischetti impregnati di olio essenziale necessari per i successivi saggi microbiologici. Ogni estratto diventerà parte di un antibiogramma, andando a costituire un dato reale, utile alla ricerca.
Gli studenti acquisiscono competenze in:
- controllo dei parametri di estrazione
- utilizzo di apparecchiature professionali
- comprensione delle proprietà chimiche delle molecole aromatiche
- preparazione di campioni sterili
È un’esperienza che, in molti casi, anticipa ciò che vivranno nei laboratori universitari o in quelli industriali.
La Fase ASEPSI: quando la microbiologia diventa formazione avanzata
La terza fase, coordinata dai professori Giuseppe Di Marco, Tanino Santangelo, Giusy Mazzola, Chiara Di Stefano e Vincenzo Caradonna, è l’anima scientifica del progetto. Qui gli oli essenziali diventano oggetto di veri e propri test su batteri patogeni e opportunisti.
Il cuore della fase ASEPSI consiste nella valutazione dell’attività antimicrobica degli estratti ottenuti nella fase OFFI. Ogni tesi viene replicata due volte e testata in un lavoro che richiede quasi mille terreni di coltura e duemila capsule Petri.
Gli studenti indossano camici, utilizzano cappe sterili, si misurano con terreni selettivi, incubatrici, pipette sterili. Esaminano i risultati, confrontano diametri di inibizione, discutono le differenze tra le piante e tra i metodi estrattivi.
Come sottolinea spesso il prof. Santangelo, questa fase permette agli studenti di comprendere il valore del rigore: una misurazione imprecisa può compromettere un intero esperimento.
I benefici formativi sono notevoli:
- padronanza delle tecniche microbiologiche
- capacità di leggere e interpretare un antibiogramma
- consapevolezza dell’importanza della sicurezza in laboratorio
- sviluppo del pensiero critico e scientifico
È una fase che mette la scuola al passo con i laboratori universitari e con i centri di ricerca biotecnologica.
La quarta fase, seguita dai professori Tanino Santangelo, Giuseppe Di Marco, Ivonne Riggio, Giusy Maltese e Giovanna Prainito, completa il ciclo della ricerca. Gli studenti analizzano statisticamente i dati ottenuti, discutono le differenze, formulano ipotesi, redigono tabelle.
Il progetto prevede la traduzione dei risultati in inglese tecnico e l’elaborazione di un articolo scientifico da proporre per la pubblicazione su riviste nazionali e internazionali. È un obiettivo ambizioso, ma realistico, vista la qualità del lavoro svolto.
L’idea di poter pubblicare un articolo scientifico scritto anche dagli studenti è uno dei tratti più innovativi del progetto e rappresenta un valore aggiunto enorme per la scuola e per il territorio.
Un modello replicabile: perché GREEN-OFFI-ASEPSI può diventare un riferimento nazionale
Uno dei meriti principali del progetto è la sua replicabilità. Le fasi sono strutturate in modo da poter essere riprodotte in altre scuole dotate di laboratori di chimica, microbiologia e una serra, anche di dimensioni ridotte.
La replicabilità deriva da tre fattori chiave:
- Struttura modulare: ogni scuola può decidere di attuare una, due o tutte le fasi.
- Sostenibilità dei materiali: le attrezzature richieste sono quelle normalmente presenti negli istituti tecnici.
- Flessibilità sul territorio: ogni regione può scegliere piante autoctone o batteri di interesse locale.
La prof.ssa Riggio aveva evidenziato nella sua lettera il desiderio di dare «visibilità e prestigio all’Istituto» e di costruire un progetto che valorizzasse l’immagine innovativa della scuola. Obiettivo pienamente centrato.
Il valore culturale e scientifico: la scuola come luogo di produzione di conoscenza
Il progetto GREEN-OFFI-ASEPSI non è solo un percorso di laboratorio, ma un manifesto pedagogico. Trasforma la scuola in un centro di ricerca, affronta temi globali come l’antibiotico-resistenza e invita gli studenti a comprendere il ruolo della scienza nella società contemporanea.
Le competenze acquisite sono trasversali:
- autonomia sperimentale
- capacità di analisi
- rigore metodologico
- progettazione scientifica
- comunicazione dei risultati
La scienza, nel “Dalla Chiesa”, non è un argomento da studiare, ma una pratica da vivere.
La prof.ssa Maltese lo riassume così: «In questo progetto gli studenti non assistono alla scienza, la costruiscono. È una trasformazione profonda del loro modo di imparare».
L’impatto sul territorio e la prospettiva di sviluppo
Le piante scelte appartengono alla tradizione mediterranea e rappresentano un patrimonio culturale ed economico della Sicilia. Questo radicamento territoriale permette al progetto di dialogare con:
- aziende agricole
- realtà cosmetiche e fitoterapiche
- enti di ricerca
- università
Una scuola che guarda lontano
La grandezza del progetto GREEN-OFFI-ASEPSI non sta solo nella sua articolazione tecnica, ma nella sua visione: trasformare gli studenti in ricercatori, la scuola in un laboratorio di eccellenza, il territorio in una comunità che produce conoscenza.
Il Dirigente Nasca lo ribadisce: «Questa è la prova che la scuola può essere innovazione, può essere ricerca, può essere futuro». Una frase che racchiude la missione formativa del “Dalla Chiesa”.
Ed è vero: l’innovazione che nasce dalle serre, dai laboratori di chimica e microbiologia, dai protocolli e dai dati, è un’innovazione che parla italiano e che può diventare un modello per l’intero Paese.
L’architettura formativa
Quando una scuola riesce a unire tradizione botanica, tecnologia idroponica, chimica degli estratti e microbiologia in un’unica architettura formativa, sta facendo molto più che formare studenti: sta costruendo una generazione capace di pensare, sperimentare, creare.
La scienza non è solo nei grandi laboratori del mondo.



